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Oziare è utile: il potere di ricaricarsi

Ti è mai capitato di sentirti particolarmente affaticato e di prenderti un tempo per oziare, annoiarti o semplicemente per fare nulla?

Se sei abituato a fare tante cose e riempire la tua giornata nel farlo ad un certo punto sentirai un pensiero del tipo "sto perdendo tempo" e così, nonostante la fatica e la stanchezza, ti ritrovi ad attivarti per rendere più produttiva la tua giornata e il tuo lavoro.

Tuttavia, sai che questa mancanza di tempo non strutturato può avere degli effetti controproducenti anche sulla tua produttività?

Oziare ha dei vantaggi e, prima della pausa natalizia, ne voglio parlare con te.


L'OZIO E IL SUO SIGNIFICATO

La parola ozio deriva dal latino "otium" che significa "occupazione focalizzata sulla ricerca prevalentemente intellettuale". Si tratta infatti di un'attività che nell'antichità di solito, veniva riservata alle classi aristocratiche, senatori e cittadini economicamente agiati, che erano in contrapposizione con chi invece tendeva ad occuparsi di lavori manuali (negotium), nonchè schiavi, plebei e chi lavorava per il sostentamento quotidiano.


In uno stato di rilassamento, la mente e il corpo hanno la possibilità di connettersi. Questo significa che è possibile in uno stato di calma e non iperattivazione, definire e riconoscere i tuoi vissuti, le tue tensioni e il tuo sentire. Per lo stesso motivo è possibile che, se non rallenti mai nella tua giornata, potresti sentire maggior malessere fisico e psichico la sera, momento in cui sei in contatto con te stesso pronto per riposare.

In un'epoca prestazionale sta diventando paradossalmente difficile prendersi il permesso di riposare perchè, l'atto del fermarsi e del bisogno di tempo, vengono scambiate per pigrizia o nullafacenza, portando ad uno stato di inadeguatezza sociale e personale.


LE FUNZIONI DELL'OZIO

Oziare ha diversi vantaggi utili e fondamentali per un buon equilibrio fisico e psichico, vediamo quali.

  1. Riposo e salute mentale: L’ozio permette al cervello di “staccare” dal compito focalizzato e di attivare circuiti mentali più riflessivi e recuperativi: in particolare stimola la Default Mode Network (DMN), una rete cerebrale attiva durante momenti di inattività apparente coinvolta nell'autoconsapevolezza, nel consolidamento della memoria, nella riflessione personale e nella pianificazione futura.

    Risultato: riduzione dei livelli di stress e rischio di burnout, miglioramento per la regolazione emotiva e consolidamento delle informazioni tra memoria a breve termine e memoria a lungo termine.

  2. Creatività e problem-solving: nei momenti di ozio , la mente è libera di esplorare connessioni tra idee, generare associazioni inattese e far emergere intuizioni profonde. Secondo degli studi fatti da Sio & Ormerod (2009, Psychological Bulletin) i periodi di pausa, soprattutto con attività poco impegnative, favoriscono la creatività più del lavoro continuo. Secondo la loro teoria dell'incubazione creativa, a seguito di una fase di lavoro focalizzata, fare una pausa anche con attività semplici o di stop, aumenta la possibilità di avere un'idea originale. Risultato: miglioramento del pensiero divergente, soluzioni originali a problemi complessi e maggiore flessibilità cognitiva rispetto all’operare continuo e diretto

  3. Recupero psicologico e resilienza: l’ozio è una forma di downtime attivo che rigenera le risorse psicologiche consumate dallo stress quotidiano. Risultato: riduzione della percezione di stress, miglior equilibrio tra sfera lavorativa e privata e maggiore soddisfazione personale

  4. Aumento di efficacia produttiva: contrariamente all’idea che “più si lavora, più si produce”, ricerche in neuroscienze cognitive mostrano che pause strategiche aumentano concentrazione e performance a lungo termine. Risultato: riduzione dell'affaticamento mentale, aumento della capacità di concentrazione al ritorno al compito, aumento del consolidamento delle competenze acquisite durante il lavoro

  5. Benessere generale e qualità della vita: l’ozio è strettamente collegato alla qualità del tempo libero e alla soddisfazione con la propria vita. È stato osservato che chi gestisce bene il proprio tempo libero e ne trae soddisfazione, mostra anche un aumento della qualità della vita, del benessere e dell’autonomia personale.


IL PROBLEMA DELL'OZIO

Nonostante tutti i vantaggi appena elencati, esiste anche una forma di irrequietezza di fronte all'idea di fermarsi, che prende il nome di oziofobia (Rafael Santandreu).

Si tratta di un vissuto personale in cui solo l'idea di fermarsi o di prendersi un tempo, sembrano un'enorme spreco. Questo aspetto viene anche alimentato dalla nostra società che basa la propria idea sul fatto che chi ozia sia pigro e improduttivo. La spinta sociale a dover produrre e a dover essere al passo con i tempi, alimenta dentro ogni persona una forma di ritmo che non è sempre individuale ma, sociale.

Tutti noi siamo più o meno coinvolti in questo ritmo frenetico che non sempre ci appartiene ma, quello che può fare la differenza per l'equilibrio, è la consapevolezza dei vantaggi e della possibilità di strutturare un tempo che sia ben definito e che punti all'obiettivo di ricaricare la propria energia più che a quello di nvestire un tempo senza una direzione.

Oscar Wilde affermava che il non fare nulla è la cosa più difficile del mondo ma anche la più intellettuale.

Essendo parte di una società prestante, anche l'agitazione diventa il nostro modo di far fronte ad ansia e preoccupazioni.

Pensieri come "non ce la faccio più", "sono stanco" e via dicendo, vengono sostituiti da pensieri che affermano "devo organizzarmi diversamente" per cercare così di gestire un'ansia che può essere sintomo di stanchezza.

Questo circolo vizioso alimenta stress, fatica e di conseguenza, impedisce la ricarica della mente e del corpo.


PICCOLE STRATEGIE PER ALLENARSI A OZIARE

Se sei una persona che fa fatica a prendersi un tempo per fermarti e "oziare consapevolmente" voglio condividere alcune strategie che possono aiutarti a rallentare e ad entrare in contatto con te.

  1. Micro-pause senza scopo : datti il permesso di prendere due o tre minuti in cui non fai nulla di utile, che significa, senza un obiettivo definito, come ad esempio guardare fuori dalla finestra , osservare le nuvole o fissare un punto. L'obiettivo è "solo" quello di stare. Questo sarà utile per desensibilizzare la paura di fermarti.

  2. Cammina senza meta: muovere il corpo aiuta a riconnettersi. Siamo nati come camminatori e oggi come oggi facciamo una vita eccessivamente sedentaria attivando di più i pensieri. Quando ti senti sovraccarico esci, respira a pieni polmoni e guardati intorno. Questo servirà a prendere un tempo per ridurre l'affaticamento mentale.

  3. Fai attività semplici: questa è una pratica che suggerisco spesso ai miei pazienti, soprattutto quelli che tendono costantemente a pensare a fare cose impegnative. Semplificare, aiuta a ridimensionare la prestazione e a disconnettersi dallo stress prestazionale.


Non trasformare l'ozio in un dovere se non sei abituato, datti il tempo di conoscerlo. E' un'opportunità alternativa semplice, in cui puoi avere il tempo di ricaricarti e conoscerti.

A me piace definirlo tempo del vuoto , tempo del contatto , tempo del niente.


E tu? come lo definiresti?


Proprio con questo obiettivo, mi prendo un pò di tempo per oziare anche io, riprenderò con i miei contenuti online (Youtube, Podcast e divulgazione) dal 12 gennaio 2026.

Grazie di avermi letto in questo anno e aver condiviso con me in privato le vostre riflessioni.

Buone feste di cuore a tutti voi.


Dott.ssa Anna Antinoro


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