La paralisi da analisi: quando analizzare troppo blocca la scelta.
- Dott.ssa Antinoro Anna

- 28 nov 2025
- Tempo di lettura: 4 min
Ti è mai capitato di avere di fronte tantissime scelte e di sentirti sopraffatto da una serie di dubbi che ti portavano ad una paralisi nella scelta ?
Cominci a sentirti confuso e a pensare che non sai quale sia la cosa migliore per te o di cosa hai realmente voglia e così cominci a scandagliare pro e contro di tutto, per cercare di fare la scelta migliore per te.
Risultato? Procrastinazione, frustrazione e staticità.
Analizzare con eccessiva attenzione tra le tante possibilità che hai, può creare nella mente una forma di blackout chiamato, paralisi da analisi.
Vediamo di cosa si tratta.

COS'E' E COME SI FORMA
La paralisi d'analisi conosciuta più comunemente come overthinking, è una condizione in cui un individuo rimane bloccato nel prendere una decisione a causa delle diverse possibilità presenti. Avere troppe scelte a disposizione alimenta all'interno della psiche una forma di ipervigilanza, mettendo in stress il cervello .
Ogni giorno noi prendiamo decisioni, centinaia, migliaia, senza rendercene nemmeno conto. Ci svegliamo scegliendo con cosa far colazione, scegliamo cosa metterci da vestire, come andare a lavorare, che strada fare per arrivarci e via dicendo.
Ogni volta che prendiamo una decisione dobbiamo ricordarci che il nostro cervello consuma energia e che ognuno di noi, ne ha a disposizione in modo limitato.
Da qui, il cervello ritiene necessario automatizzare alcuni processi affinché possa, attraverso il pensiero veloce, risparmiare energia per poter apprendere altro nel tempo.
Nel momento in cui abbiamo tante decisioni da prendere, il nostro cervello ha un esubero di popup da analizzare e, se non siamo abituati, va temporaneamente in corto circuito perchè non sa cosa è meglio (che nel linguaggio del cervello significa, cosa è meno dannoso).
Il miglioramento delle condizioni di vita ci ha dato moltissime opportunità ma come ogni cosa, esiste il rovescio della medaglia, tra cui il blackout di informazioni.
Puoi ritrovare questa forma di paralisi per lo più in determinati tipi di attitudini tra cui :
Perfezionismo: riguarda la paura di fare degli sbagli o di non prendere la decisione più giusta e questo alimenta un costante rimuginare per valutare pro e contro di ogni situazione, consumando tantissima energia e mettendo le basi dellla procrastinazione;
Ansia: il timore delle conseguenze delle proprie scelte, porta all'attivazione dell'amigdala e di conseguenza, di fronte a una minaccia percepita, ad un congelamento nell'azione;
Scarsa autostima: può avere un impatto sulla propria valutazione di poter prendere buone decisioni e quindi rallenta il processo decisionale;
Sovraccarico di informazioni: può portare alla costante presa e messa in discussione delle scelte fatte o pensate in precedenza, valutate in un'ottica di costi e benefici che vengono messe in discussione (è una conseguenza del temperamento ossessivo e/o ansioso);
Mancanza di struttura: comporta una tendenza alla procrastinazione vista la non definizione delle priorità e di un tempo per realizzarle.
Le conseguenze di questo tipo di funzionamenti sono prevalentemente emotive, oltre che relazionali. Il perenne stato di frustrazione di fronte a questa incapacitazione di prendere decisioni, comporta la perdita di opportunità di crescita. Il terrore di commettere degli errori causa un'interruzione del processo di scelta e questo tipo di funzionamento, è legato anche al tipo di alfabeto emotivo appreso di fronte alla valutazione del rischio.
Le persone che soffrono di questo tipo di paralisi, sono persone che possono aver vissuto una serie di situazioni stressogene o traumatiche di fronte ad una scelta o che hanno una profonda paura di perdere qualcosa e/o qualcuno.
Possono anche essere persone a cui è stata trasmessa l'idea di dover valutare sempre bene le scelte (alimentando così uno stato costante di iperallerta).
COME GESTIRE QUESTO BLACKOUT
Superare questo tipo di funzionamento richiede molto impegno e soprattutto, la costruzione di nuove e funzionali abitudini che possono essere più produttive, prima nel breve e poi nel lungo termine.
Stabilire qual è la tua priorità, ti aiuterà a ridimensionare la tua allerta iperstimolata focalizzandoti sul tuo bisogno primario.
Ad esempio, se hai un capitale che non sai se investire in un immobile o in una macchina, chiediti qual è la tua priorità ora, in modo che possa imparare già a discernere tra due opzioni principali.
Allenati al rischio partendo da quelli minori, per poi affrontare quelli più alti. Puoi ad esempio imparare a scegliere un film che non sai se ti piacerà (rischio bassisimo) per poi arrivare nel tempo a valutare la possibilità di cambiare lavoro e aprirti quindi ad altre opportunità. Questo processo è utile a desensibilizzare il cervello al rischio e allenarlo anche a scegliere.
Datti il permesso di essere imperfetto riconoscendo il fatto che non può esistere una scelta giusta e che qualsiasi cosa farai, qualcosa perderai (che fa pure rima). Bisogna mettere in conto il rischio di commettere errori se si vuole crescere, non tutto può essere prevedibile.
Impara a darti delle scadenze. Finché rimarrai nell'astratto, la mente, soprattutto se non abituata, faticherá a gestire l'organizzazione dell'agenda quindi è importante allenarsi a darti delle scadenze (realistiche) e portarle a termine per sviluppare il senso di autoefficacia.
Per concludere voglio dirti che in questo processo, è necessaria una buona alfabetizzazione e gestione della paura.
Un buon lavoro di educazione emotiva su questo aspetto può permetterti di smuovere il comportamento verso la direzione funzionale per te.
La tua paura ti protegge dal pericolo di farti male, aiutala a scoprire che non vivere, potrebbe farti sentire peggio.
Dott.ssa Anna Antinoro




Commenti