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Le nuove genitorialità: opportunità e rischi.

Si sente dire spesso che i "giovani di oggi" sono diversi rispetto a quelli di tempo fa ma in realtà, non solo loro, anche l'adultità e la genitorialità sono cambiate ma questo, non deve stupire, poichè il cambiamento è parte integrante della vita, da sempre.


In passato si avevano educazioni molto rigide e serrate in quanto il bisogno principale era quello di crescere figli che potessero essere autonomi prima possibile per poter portare contributi economici a casa e nutrire il benessere economico della famiglia.


Oggi i bisogni sono differenti e per questo motivo non è necessario autonomizzarsi velocemente. Questo ha portato a posticipare il bisogno che i figli escano da casa e di conseguenza, a prendersi il tempo per costruire la loro autonomia e individuazione.



NUOVE GENITORIALITA'

Negli ultimi anni, grazie al benessere economico, si è potuta vivere la genitorialità in un modo differente rispetto a quella degli anni 50 e precedenti.

Questa condizione rappresenta un'opportunità per le nuove generazioni in quanto, hanno di fronte delle possibilità che fino a qualche tempo fa, nemmeno erano pensabili. Grazie a questo, prendono forma anche nuove dinamiche di cura e di accudimento.

Nel 1990 Foster Cline e Jim Fay introducono nel loro libro il concetto di "genitore elicottero" definendolo come uno stile genitoriale in cui i genitori sorvolano costantemente sulla vita dei figli al fine di poterli proteggere. Questa dinamica ha il fine di tutelare i figli con l'idea di limitare il rischio di commettere errori e di conseguenza, fallire e provare sentimenti di frustrazione. La motivazione è sicuramente a fin di bene ma, l'iper-protezione a volte può diventare talmente sovrastante che rischia di soffocare la loro identità in formazione senza nemmeno rendersene conto.

La genitorialità intensiva lede l'individuo sia a livello personale che professionale.

Esistono inoltre nuove tendenze di genitorialità vissute come pietre miliari del proprio essere in cui, ogni progresso del proprio bambino, si trasforma in un'esplosione di gioia condivisa, che viene ri-condivisa anche sui social in cerca di like e feedback sociali.

Questa iper-attenzione sta alimentando lo sviluppo di personalità di bambini e ragazzi che si convincono di avere capacità fuori dalla norma alimentando sfumature di individualismo ed egocentratura nella loro personalità ed emotività.

Tra le nuove categorie di genitori, Crepet parla anche dei "genitori taxi" sempre disponibili ad accompagnare i bambini alle loro attività (spesso plurime) e facendosi trascinare dai ritmi di un'infanzia già piena.


Salvador Minuchin, fondatore della terapia familiare strutturale, parla di famiglie in cui i legami sono così stretti da essere scambiati per affinità elettive mentre Alice Miller esplora il concetto di figli anime specchio che soddisfano i bisogni inconsci dei genitori per colmare un vuoto sistemico familiare.

Tra i Genitori Z e Millennials si sta formando una sorta di "genitorialità anima gemella", in cui il genitore assume più ruoli: amico , confidente , insegnante , coach , sostenitore, ascoltatore, motivatore e anche un po' psicologo, con lo scopo di affrontare e incontrare i bisogni evolutivi tra cui quelli legati, non solo alla salute fisica, ma anche a quella mentale (Coleman).


OPPORTUNITA' E RISCHI

Essere genitori connessi non è una cosa sbagliata e/o negativa (anzi!) ma il problema non sta nel farlo ma sul perché. Sovrastare i figli di proiezioni e aspettative, più che connessione, rischia di trasformarsi in una sostituzione o confusione simbiotica. Essere connessi ai bisogni emotivi del bambino nutre una maggiore sicurezza da un punto di vista emotivo, alimenta una stima di sé alta e una maggior motivazione nel raggiungere obiettivi. Sintonia significa esserci, sia per supportare che per limitare, quando questo è necessario ai fini protettivi.


Tra le caratteristiche risorsa delle nuove genitorialità troviamo:

  • L'empatia;

  • L'ascolto attivo;

  • Il rinforzo positivo che supporta l'esplorazione e il provarci;

  • La voglia di comunicare e di esserci in un dialogo a due e di collaborazione condivisa.


Nell'eccesso però si possono sviluppare anche aspetti negativi tra cui:

  • Affaticamento emotivo e fisico dei genitori che, cercando di soddisfare le richieste esplicite e non dei propri figli, si sentono saturi di tempo, spazio ed energia, alimentando in loro un senso profondo di paura e inadeguatezza all'idea di "non essere abbastanza" per i propri figli.

  • Sviluppo di maggior dipendenza dei figli che faticano ad individuarsi. Nell'eccesso di attenzione e cura, potrebbe ridursi il desiderio fisiologico di avere voglia di individuarsi e acquisire la propria autonomia anche alimentata dal bisogno costante di approvazione dei propri genitori. (Vasudeva in Malhotra, 2024).

  • Aumento della sensazione di fragilità dei figli. La mancanza di autorevolezza e la con-fusione di ruoli tra genitorialità e amicizia, limita la definizione tra il dentro e il fuori della loro identità individuale.

  • Aumento dell'individualismo. Sentire o percepire il proprio genitore alla "pari", soprattutto nei momenti di difficoltà, può portare a non sentire di potersi affidare alla guida di qualcuno e di conseguenza, può sviluppare una tendenza narcisistica all'egoriferimento in cui si vedono i propri bisogni e desideri in modo esclusivo senza la presenza ferma e solida dell'adulto presente.

  • Ansia da prestazione nei figli. Il genitore eccessivamente osservante, stimola nei figli l'idea di sentirsi frequentemente in osservazione e controllo, con l'obiettivo di soddisfare le aspettative implicite per timore di deludere.


NON ESISTE UN MODO "GIUSTO" DI ESSERE GENITORI

Ogni persona fa quel che può con gli strumenti che ha ed essere genitore è un mestiere difficile e non banale.

Scegliere la strategia migliore o più funzionale per il proprio figlio non è semplice, anche perché ogni bambino è a se stante, con una propria personalità e propri bisogni.

Quello che è sufficiente è trovare un compromesso tra la sintonizzazione emotiva (sono con te mentre senti quel che senti) e autorevolezza (questo non va bene e quindi devo darti uno stop), caratteristiche indispensabili per promuovere la disciplina e allo stesso tempo, una sana sicurezza nei bambini che si sentono accompagnati nella crescita.

Dall'altra parte, non dovremmo dimenticare che anche da genitori si hanno dei bisogni, come quello di rimanere individui con un proprio spazio, necessità e desideri oltre che come coppia. Questi sono bisogni che, se non soddisfatti, possono senza rendersene conto, venir riversati su aspettative verso i figli che hanno il compito di soddisfare vuoti o mancanze personali.


Natualmente non è possibile avere il controllo su tutto ma soprattutto, non ti servirebbe a stare meglio, anzi, consumerebbe molta energia. L'obiettivo? avere consapevolezza di sè e del proprio modo di essere e funzionare, prima ancora che dei figli.


Non avere paura dei fallimenti e delle frustrazioni che tuo figlio può attraversare, una buona alfabetizzazione al malessere e alle frustrazioni gli saranno funzionali per poter gestire una fase di vita difficile che prima o poi, incontrerà.

I fallimenti e le frustrazioni lo aiuteranno a crescere e, limitargli questo aspetto, potrebbe farlo diventare un adulto che scapperà dal proprio malessere, alimentando una fragili e paura della vita, senza l'idea del limite e con una visione della vita non realistica.


I genitori hanno il compito di essere guide, non solo compagni di viaggio o partner e questo, è quello che li aiuterà a non perdere le occasioni della vita ma soprattutto, li aiuterà a non perdere sé stessi. Abbine cura.

Dott.ssa Anna Antinoro

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