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Il primo trauma non si scorda mai...

"Quando ero piccola ho perso una persona a me cara... non ho più nemmeno il ricordo di quel momento eppure, ho un vuoto che mi rimane dentro a cui non so dare voce"...

Nel mio studio capita di sentire dei racconti di questo tipo, in cui qualcuno racconta di un vissuto traumatico precoce di cui non ha ricordo cosciente ma di cui il sentire è ancora presente in modo importante.

Perchè quella sensazione è presente? In che modo può condizionare la personalità nella crescita? I traumi precoci hanno possibilità di risoluzione?




IL TRAUMA PRECOCE: CHE COS'è?

Il trauma precoce è un tipo di trauma che si verifica durante le prime fasi della vita di un individuo, in genere tra la nascita e i primi anni di vita. Questo tipo di trauma può essere di diverso genere: fisico, emotivo, relazionale, familiare o situazionale.

Nei primi anni di vita, non siamo ancora sviluppati nelle capacità cognitive e di coping, motivo per cui si è più vulnerabili soprattutto sugli effetti a lungo termine.

Ci sono diverse fasi del trauma precoce che contribuisce alla sua struttura:

1. L'evento iniziale: In poche parole, l'evento traumatico. Un incidente, un abuso fisico, l'assistere ad una violenza domestica ne sono esempi e in questa fase, il bambino sperimenta emozioni pervasive e forti che lo portano a sperimentare terrore, dolore e un senso profondo di insicurezza.

2. La reazione del bambino: A seconda della loro personalità, delle risorse interne e del supporto esterno, il bambino può avere diverse reazioni. Alcuni possono diventare reattivi e ansiosi, mentre altri possono chiudersi emotivamente e non manifestare nessun tipo di sofferenza (i classici bambini che quando li vedi li si considera "bravi e giudiziosi" e che "non sembra" abbiano sentito nulla).

3. Coping e adattamento: Successivamente assorbito il colpo, il bambino cerca modi per far fronte al trauma. Questo potrebbe comportare la repressione delle emozioni, la creazione di meccanismi di difesa o lo sviluppo di comportamenti adattativi, strutturando quindi una modalità comportamentale su cui impara a costruire la propria strategia di sopravvivenza.

4. Integrazione del trauma: Non potendo stare eccessivamente attivati emotivamente, con il passare del tempo il trauma viene integrato nella propria identità e nella visione del mondo. Questo processo può influenzare la percezione del bambino di sé stesso e degli altri.

5. Effetti a lungo termine: A seconda dell'entità del trauma e delle risorse di cui ho parlato prima, ci possono essere degli effetti a lungo termine del trauma precoce che possono includere disturbi dell'umore, ansia, problemi di autostima, difficoltà nelle relazioni interpersonali e una varietà di altri sintomi emotivi e psicologici.


I PRIMI MILLE GIORNI DI VITA

Si dice che i primi mille giorni di vita del bambino siano fondamentali per fornire gli strumenti necessari a gestire la vita emotiva e sociale. Le sensazioni forti, vissute anche attraverso i traumi dei genitori (presenti o non elaborati del passato), si appoggiano sulle memorie sensoriali fino ad arrivare al ritardo nello sviluppo delle funzioni simboliche o a gravi vissuti di dissociazione. Nel primo periodo di vita infatti i bambini sono sensibili agli ostacoli e alle frustrazioni e non riescono a comunicare attraverso le parole il proprio sentire e i propri bisogni e lo fanno attraverso il corpo, l'espressione del volto, i sorrisi e i pianti, richiedendo l'attivazione da parte dell'esterno affinchè se ne possano prendere cura in qualche modo. I genitori e le figure adulte attorno al bambino, nel loro primo periodo di vita, diventano i traduttori di esperienze forti e che devono diventare comprensibili e tollerabili. Un ambiente ricco di risorse, come ad esempio la comprensione empatica e le esperienze di affettività e di gioco creativo, sono risorse che proteggono dai rischi dello shock soprattutto da molto piccoli.


ELABORARE UN TRAUMA PRECOCE PUR NON AVENDONE RICORDO COSCENTE

Nonostante il non ricordo consapevole, elaborare un trauma precoce è possibile ma può essere un processo impegnativo e che richiede tempo. Questo processo è essenziale per promuovere la guarigione e il benessere psicologico. Come può essere gestito quindi?

1. Percorso pricoterapico: L'aiuto di un professionista della salute mentale esperto in traumi può essere fondamentale. Terapie come l'EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing), basata sulla rievocazione implicita del trauma e del suo sentire, può essere efficace nel trattare questo tipo di problematiche. Un'altro canale che si può usare, essendo su un piano implicito, è quello legato alle memorie corporee, è lavorare con il corpo, in quanto contenitore del vissuto emotivo a livello implicito. In questo può essere utile l'approccio legato alla Sensory Motor.

2. Il supporto sociale: Il sostegno da parte di amici, familiari e gruppi di supporto può essere estremamente benefico. Parlando dei propri sentimenti e delle esperienze traumatiche con persone fidate, si ci può sentire meno soli e isolati. Il supporto sociale può contribuire a ricostruire la fiducia negli altri e a interrompere modalità comportamentali maladattive.

3. Consapevolezza e mindfulness: La pratica della mindfulness può aiutare a sviluppare una maggiore consapevolezza dei propri stati mentali ed emotivi. Questa consapevolezza può aiutare a riconoscere quando si stanno sperimentando reazioni legate al trauma e a sviluppare strategie per gestirle in modo più sano.

4. Lavoro sull'empowerment: Questo implica la costruzione di una maggiore autostima e l'acquisizione di competenze per affrontare le sfide quotidiane. Riducendo i sentimenti di impotenza e vulnerabilità associati al trauma. Come? un passo alla volta.

5. Espressione creativa: L'arte, la scrittura e altre forme di espressione creativa possono aiutare a elaborare e esprimere emozioni legate al trauma. Questi mezzi consentono alle persone di dare forma alle proprie esperienze in modi che possono essere terapeutici e liberatori e proiettivi, usando le immagini come canale di espressione personale ed emotiva.

6. Educarsi al trauma: Capire meglio il trauma, come funziona il cervello in risposta al trauma e come si sviluppano i sintomi post-traumatici può essere utile. L'educazione può contribuire a rimuovere il senso di colpa e la vergogna associati al trauma, poiché si comprende meglio come si funziona e le reazioni che sono normali.

7. Auto-compassione: Praticare l'auto-compassione è fondamentale. Questo significa essere gentili con se stessi, riconoscere il dolore e la sofferenza e offrire a se stessi il supporto che si desidera.

8. Lavoro su schemi di pensiero disfunzionali: Spesso, il trauma precoce può portare a schemi di pensiero negativi e disfunzionali e la terapia può aiutare a identificare e modificare questi schemi di pensiero in modi più sani e realistici.


Ciascuno di noi ha la forza di trasformare la ferita del passato in una storia di resilienza e speranza, ognuno nei propri modi e nei propri tempi. La guarigione è un viaggio personale che richiede tempo e impegno, ma con il supporto adeguato e l'auto-compassione, è possibile costruire una vita più forte e significativa anche a seguito di un trauma di cui non si ha memoria.

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