Il legame tra il perfezionismo e l'insonnia.

Pensare di continuo disturba il sonno.

Con l'arrivo della pandemia molte persone hanno cominciato a soffrire di problemi del sonno. Questo è accaduto per diversi motivi. Da una parte i dei cambi di routine e di abitudini hanno modificato i cicli sonno-veglia e dall'altra parte l'aumento dell'ansia e delle preoccupazioni legate al periodo che stiamo vivendo hanno disturbato l'andamento del sonno.

Oggi però voglio parlarti di un altro fattore che può influire sulla regolazione del sonno: il perfezionismo.

Quando parlo di perfezionismo intendo la tendenza ad avere standard molto alti verso di sè, accompagnati da una forte autovalutazione critica con l'obiettivo di mettersi costantemente in discussione e di volersi migliorare.

Essere severi con sè stessi è un processo che alimenta il perfezionismo con tutte ciò che poi ne consegue.

IL CIRCOLO VIZIOSO DEL PERFEZIONISMO E DELL'INSONNIA

La persona perfezionista quando si mette a letto non stacca la mente ma la usa come un'occasione per ripensare alla giornata e alle cose che avrebbe potuto migliorare e cambiare, attivando così un vero e proprio rimuginio.

Dopo un pò che non prende sonno viene aggiunta ai pensieri un'altra preoccupazione inerente alla mancanza di sonno e alla paura delle conseguenze. Si può rappresentare questo circolo vizioso nel modo seguente.


Quello che si sottovaluta in tutto questo però è l'attivazione del sistema nervoso autonomo. Quando ripensi alla giornata che hai vissuto e alle situazioni che ti hanno creato disagio, in qualche modo è come se le stessi rivivendo. Accade quindi che con le immagini, si attivano anche le emozioni che hai provato.

Il pensiero del tipo "ho sbagliato perchè avrei potuto fare/dire altro" alimenta lo stress emotivo e attiva il SNA che ha la funzione di prepararci ad affrontare situazioni specifiche dell'ambiente e di proteggerci da minacce potenziali.

Quando pensiamo tanto è come se dicessimo al nostro corpo che dobbiamo affrontare un "pericolo" nel qui e ora (lui non sa che siamo a letto). Quello che ne consegue è che il corpo rimane in uno stato di attivazione e gli è praticamente impossibile rilassarsi.

Insomma chi vuole essere perfetto tende a dubitare delle proprie azioni e a metterle in discussione ritardando così l'arrivo del sonno.

In tutto questo inoltre, un'altra pretesa interna è quella di mirare ad un sonno perfetto e privo di ostacoli in modo da essere performanti il giorno successivo.

COME SI PUO' INTERVENIRE

Se il problema del sonno diventa acuto e perdura nel tempo, è importante valutare l'intervento di uno psicoterapeuta con cui andare ad agire sul rimuginio e sulla tendenza all'autocritica. Mettersi costantemente in discussione agita, attiva emozioni e giudizio critico interno, tutti antagonisti del sonno. A questo percorso si affiancherà una corretta educazione sull'igiene del sonno in modo da avere informazioni e agire su eventuali convinzioni disfunzionali.

Dott.ssa Anna Antinoro


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