"Tutti io li trovo?" Perchè ti circondi della stessa tipologia di persone.

Aggiornamento: 27 ago 2021

"Capitano sempre a me. Sembra che io abbia il lanternino per certe persone. Sono proprio sfortunato/a!"

Quante volte ti è capitato di pensare una cosa di questo tipo o sentire qualche persona accanto a te che lamenta questo?

In studio spesso le persone mi parlano di dinamiche reiterate e ricorrenti in cui si trovano ingarbugliati e da cui faticano a liberarsi.


Coincidenza? NO. Ora ti spiego perchè.


Partiamo dal primo mito da sfatare: se incontri la stessa tipologia di persone NON E' SFIGA, NON E' KARMA, NON E' FATO.

Ti assicuro che tutto questo c'entra davvero poco in queste situazioni.


Andiamo per ordine: sei nato/a in una famiglia.

Tu probabilmente ti dirai "certo Anna che sono nato/a in una famiglia quindi è tutta "colpa" di mamma e papà se me li trovo tutti così?"

Innanzitutto lascia andare questa idea che sia colpa di qualcuno o di qualcosa se vivi certe dinamiche. Non ci sono colpe di nessun tipo in queste situazioni, ci sono modi di vivere e modi di essere che entrano in relazione tra loro e che ti portano ad agire con certi meccanismi.

La famiglia è il primo sistema in cui ognuno di noi cresce e si forma. E' il luogo in cui il bambino comincia a dire "ah, quindi funziona così il mondo. I miei genitori tra loro si comportano così, a me dicono queste cose, i loro amici fanno così, ecc... Quindi in base a quello che ho capito e che valuto essere utile per me, io da adesso sarò/farò ....... BENE! Ora vado nel mondo e mi sperimento"


( Perdona se sto semplificando ma sto cercando di entrare nella testa di un bambino per spiegarti nel modo più semplice come funziona il suo istinto).



COME FUNZIONA L'APPRENDIMENTO

Una volta acquisite queste informazioni, da bambini le si immagazzina nella mente e si inizia ad andare per tentativi ed errori, per capire se davvero la strategia che si è appresa va bene. Per capirlo però, hai bisogno di feedback.


E da chi arrivano i primi feedback rispetto a tutto questo? Per la maggior parte delle volte sono proprio i genitori che, cercando di fare il meglio per noi e per farci crescere, ci dicono "ok questo va bene" oppure "no questo non va bene" e in base a questo ci si tara.


Immagina tutto questo che va avanti ogni giorno per i primi ALMENO 6 anni della vita (poi in realtà continua, ma per i primi anni mamma e papà , nonni, zii, babysitter, ecc.. ci dicono sempre "si" o "no" per più volte al giorno, poi quando cominciamo ad andare a scuola incontriamo anche altri pareri che, per dirlo all'Alessandro Borghese, potranno confermare o ribaltare il risultato).


Ti sto raccontando tutto questo per dirti che ciò che hai imparato nei primi anni di vita e che per molti anni successivi (forse un pò ancora adesso) hai continuato a sentire dalle figure a te care, ti ha condizionato nell'agire e nel pensare. Le persone che incontri in maniera ricorrente infatti, se cominci a farci caso, hanno qualcosa che tu già conosci e di familiare.


IMPORTANTE: Non vuol dire che le persone che incontri assomigliano a qualcuno, ma possono ricordarti anche solo una sensazione che tu già hai conosciuto in passato attraverso altre persone.


Ti voglio fare un esempio per cercare di essere più chiara: incontro SEMPRE persone che mi svalutano.

  • POSSIBILITA' 1: Posso aver avuto genitori svalutanti e quindi, posso aver imparato che io non valgo. Le esperienze presenti me lo confermano.

  • POSSIBILITA' 2: posso aver avuto due genitori che non mi davano nessun tipo di feedback e quindi, perso nei miei pensieri, ho iniziato a cavarmela da solo/a convincendomi che forse ciò che facevo non era così importante. Le esperienze con persone che mi svalutano, mi confermano di non essere importante.


Una frase ricorrente in terapia che sento è "non avrei mai voluto trovare una persona come mia madre / mio padre , eppure...".


La famiglia che hai avuto quindi condiziona in parte quelle che sono state le tue scelte. Cosa fai quindi? cerchi persone che siano o simili (perchè seppur disfunzionali sono dinamiche che già conosci) oppure più possibile opposte (e questo è legato ad un rifiuto totale di ciò che hai vissuto ma anche questo se ci pensi, è sempre un condizionamento).


I primi anni di vita si forma quello che Eric Berne, padre dell'analisi transazionale, definisce COPIONE DI VITA che viene definito come un piano di vita che si basa su una decisione presa durante l’infanzia, rinforzata dai genitori, giustificata dagli avvenimenti successivi, e che culmina in una scelta definitiva”.


In poche parole è nell'infanzia che decidi quale sia la strategia migliore per sopravvivere a seconda di quello che hai imparato, che ti hanno detto e che è più utile in quel momento per te. Le persone che incontri, che "casualmente" trovi tutte simili, le incontri per far si che, tutto quello che hai creduto di te e del mondo fino a quel momento, non venga smontato. E' una sorta di circolo vizioso che ha creato le tue radici e pensarla diversamente, seppur in alcune casi liberatorio, potrebbe essere doloroso. Questo è quello che nel cambiamento, fa davvero paura.

Il copione è come un vestito indossato che non si può sdradicare ma per fortuna, si può rendere più comodo e più adatto al look della crescita.

E' proprio così che mi piace pensare alla psicoterapia, un percorso in cui hai la possibilità di rendere il "vestito" che indossi più comodo, per prepararti ad incontrare e conoscere persone diverse, sapendo che non sei più quel bambino/a lì ma che lo sei stato e sei in qualche modo sopravvissuto.


Ora però sei grande e hai finalmente la possibilità di scegliere TU di vivere la vita più comoda per te.


Dott.ssa Anna Antinoro

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