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IO SONO OK: come "accettarti" nel tuo modo di essere.

"Bisogna accettarsi come si è"
"Devi accettarlo, funzioni così"
Troverai l'equilibrio nel momento in cui accetterai ogni parte di te"

Queste sono solo alcune frasi di esempio che avrai probabilmente letto in qualche pagina di aforismi.

Sono concetti importanti e profondi ma, come possiamo accettarci? è possibile davvero trovare l'equilibrio nell'accettazione?

Parliamone insieme.



IO SONO OK, TU SEI OK.

Uno dei principi che mi ha affascinato nei miei studi da Analista Transazionale riguarda il principio dell'okness. In questa filosofia si sottolinea quanto sia importante riconoscere con stima e fiducia le proprie caratteristiche e il proprio essere, fatto di risorse e di limiti. Allo stesso modo, le persone che incontri hanno la loro storia e il loro vissuto e anch'essi sono rispettabili di essere per come sono. Insomma, siamo tutti OK.


Per raggiungere un sufficiente stato di equilibrio e OKNESS è importante lavorare per strutturare la consapevolezza di sè, ma cosa significa nel concreto?

Vuol dire essere cosciente, presente quindi a te stesso in ogni sfumatura di te, con sensazioni, pensieri ed emozioni. Consapevole non vuol dire che se vuoi puoi (magari funzionasse così) ma significa che sai come funzioni, quali sono i tuoi bisogni, qual è la tua storia, per avere gli elementi sufficienti per poter fare qualcosa di diverso rispetto a quello che hai sempre fatto.


Quando qualcosa di noi non ci piace, tendiamo per natura a volerlo rimuovere, spostare, togliere, come se fossimo delle costruzioni (se un pezzo non funziona, via!). Tuttavia, non siamo costruzioni ma siamo persone e come tali, siamo esseri complessi.

Ogni pezzo di te ti individua e ti rende unico, magari non sarai comodo con tutte le "parti" che hai, ma se sono lì, hanno un buon motivo di esserci.


"Accettarsi” non vuol dire piacersi al 100% ma implica l'accogliere ciò che siamo nella nostra vita. Lottare per sradicare e cambiare ciò che senti di dover essere implica inevitabilmente fatica e consuma un sacco di energia, d'altronde se un vestito non è della tua taglia o lo fai a pezzi e lo incolli, o ti ci ritrovi stretto o ne verrai completamente travolto.


SE IMPARI AD ACCETTARTI E AD ACCOGLIERTI, SARAI MAGGIORMENTE PREDISPOSTO A TRASFORMARTI NELLA VERSIONE MIGLIORE DI TE.

Vediamo qualcosa che puoi sperimentare per aumentare l'armonia con te:

- Sii curioso di quello che succede attorno a te e dentro di te. L'imprevedibilità della vita agisce nel benessere e nel malessere, ma questo non vuol dire che bisogna smettere di guardare e osservare, quando meno te lo aspetti, l'occasione arriva ma, se non avrai la competenza per accoglierla e non sarai in connessione con i tuoi bisogni, probabilmente andrà persa.

- Allenati a giocare. Quando siamo piccoli ci piace giocare, perchè nel gioco creiamo le nostre realtà e diamo forma ai nostri vissuti, poi si diventa adulti e per il tempo che manca e gli impegni che avanzano si smette di rendere giocosa la propria vita. Creare questo aspetto, alimenta l'energia per accogliere i momenti di malessere e ciò che ci piace meno di noi.

- Trova il senso dei tuoi limiti. Ogni limite esiste per proteggerci da qualcosa, i limiti sono i nostri guardiani. Trovando il perchè dei tuoi vissuti, potrai sapere di più della tua storia e del meccanismo di sopravvivenza che ti ha permesso di essere oggi chi sei, è anche grazie alle difese che hai attivato che oggi sei qui, a leggere queste parole e a volerne sapere di più.

- Accogli le emozioni spiacevoli, perchè se arrivano, seppur non sempre sai il perchè, arrivano perchè il tuo sistema ha chiesto il loro intervento. La febbre anche è fastidiosa, ci fa sentire spossati e senza forza ma alla fine rappresenta il tuo organismo che sta combattendo per ritrovare il suo equilibrio, per cui è grazie alla febbre che avrai maggiori probabilità di guarigione, allo stesso modo, è grazie alle tue emozioni spiacevoli e alla loro formazione, che avrai la possibilità di attraversare il momento.

- Lascia andare ciò che non puoi cambiare. Ciò che non dipende da te, non dipende da te, punto. Non puoi far nulla se non investire un sacco di energia che potrebbe esserti utile per altre cose. Sentirsi impotenti fa paura ma prendersi il potere di lavorare su ciò che possiamo, ti permetterà di incontrarti e di risparmiare energia per conoscere ogni parte di te.


Insomma, accettarsi non vuol dire "sono fatto così" ma significa "mi conosco così e voglio continuare a esplorarmi.

Dott.ssa Anna Antinoro

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