"Se fai il bravo...": i rischi di un "bambino iperadattato".

Nasciamo come se fossimo una tela vuota che va riempita e costruita.

Su questa tela ogni persona che ci affianca ci metterà un colore e una forma e, anno dopo anno, comincerà a formarsi il disegno della nostra vita che diventerà la base di quello che sarà il nostro carattere e delle nostre idee.

Attraverso questo progetto, impariamo a vivere.

Siamo frutto dei messaggi e delle aspettative degli altri e dobbiamo in qualche modo sopravvivere a chi ci circonda.

Crescere vuol dire aggiungere i propri colori, le proprie forme e i propri elementi.

Ma se tutto questo venisse impedito e/o rallentato? quale sarebbe il prezzo da pagare?


"DEVI FARE IL BRAVO" - IL BAMBINO IPERADATTATO

Hai mai desiderato di avere un bambino che ti ascolti, che ti faccia parlare e non interrompe i discorsi, che al dire "metti a posto i giochi" lo fa immediatamente o al dire "torniamo a casa" non emette verbo e contento ti da la mano?

Nella mia esperienza clinica nel lavoro con i genitori, non mi è MAI capitato che un genitore venisse preoccupato di avere un figlio che fa tutto questo. I temi tipici infatti sono i capricci, la rabbia, il non ascolto, ecc... insomma, riguardano il fatto che i bambini non fanno quello che vogliono i grandi e al mio dire "Ottimo, vi comunico che avete un figlio che sta crescendo bene" lo sguardo dei genitori è spesso di sorpresa.


Il bravo bambino è infatti un profilo che non fa rumore, è tranquillo, va bene a scuola e non causa NESSUN tipo di problema. E' composto in classe, non dice parolacce, ecc.. insomma, si comporta seguendo le aspettative dei grandi.

Bello eh... ma siamo sicuri che stia davvero bene?


IL PREZZO DELL'IPERADATTAMENTO

L'infanzia è un periodo in cui è importante fare rumore, caos e mettere duramente sotto stress i grandi. I bambini hanno bisogno di questo per capire come funziona il mondo e il loro potere d'azione.

Hanno bisogno che qualcuno gli dica "questo si, questo no" e lui ha bisogno di non essere d'accordo, di lamentarsi e di capire fino a dove può arrivare, senza che nessuna gli dica che sta sbagliando.


Oggi ci si aspetta che i bambini siano grandi prima del tempo, che capiscano delle cose e che comprendano i bisogni degli adulti e stiano alle loro aspettative.

Il bambino che comincia a fare qualche capriccio e che si sente dire spesso NO, che si sente urlare cose brutte nel momento in cui fa qualcosa che "non deve", nel momento in cui si sente minacciato, comincia a sviluppare dentro di sè una paura molto forte, una delle paure principali dei bambini, quella di perdere l'amore delle proprie figure di attaccamento (da grandi la chiameremo "paura dell'abbandono").


Il bambino quindi sull'onda di questa paura fa delle scelte e in alcune circostanze, quella di "spegnersi" e di dire sempre "si". Il prezzo? non esistere. "Piuttosto che essere lasciato solo o essere maltrattato, dico di si, limitando il mio essere in tutto me stesso". Ricorda che quando dici "se non lo fai non ti parlo più", i bambini, ci credono.


SEGNALI DI ALLARME

Il bambino iperadattato ha diverse caratteristiche e non va confuso con quello con il carattere introverso, che magari parla poco fuori ma a casa esplode.

  • Passa inosservato in quanto, non da problemi a nessuno - è il classico bambino buono a casa, maturo e responsabile e che gli insegnanti definiscono "un bambino davvero a modo, che sta composto e seduto, senza disturbare nessuno e che se la sa cavare sempre"

  • Non manifesta emozioni - non si arrabbia, non si lamenta, non piange, magari sorride in modo accondiscendente;

  • Si rende passivo e si isola - è un bambino che passa quasi indifferente. Non è un leader ma nemmeno di quelli completamente ignorati (anzi, per i bambini è perfetto, perchè gioca sempre ai giochi che vogliono loro)

  • Ha un buon rendimento scolastico e un buon eloquio - sembra quasi un piccolo adulto. Ha imparato tutto prestissimo, rende i genitori davvero orgogliosi, se la cava in tutte le materie, fa sempre i compiti ed è ordinato;

  • Non si oppone - quello che aiuta volentieri le maestre, fa di tutto per rendere contenti mamma e papà ed è molto attento alle dinamiche che gli stanno attorno.


QUALI SONO LE CAUSE?

Come dicevo poco prima, alla base c'è una grande paura di perdere l'amore dei genitori e delle persone di riferimento. Probabilmente percepisce di avere accanto adulti che faticano a tollerare determinate emozioni (ricorda che i bambini non capiscono ma sentono).

Possono essere spaventati all'idea di creare malessere oppure vengono spesso sgridati fortemente nel momento in cui si sperimentano in qualcosa di nuovo. Inoltre quello che crea iperadattamento è un'elevata aspettativa su di lui.

Si sente spesso ripetere "oramai sei grande", "quando fai così mi fai stare male", tante parole di spiegazione, molta rabbia se sgarra qualcosa, "non serve che piangi", ecc..

Insomma, sono bambini a cui viene chiesto di diventare grandi prima del tempo.


QUALI SONO LE CONSEGUENZE?

Nonostante il quadro apparentemente idilliaco (per gli adulti), il bambino iperadattato rischia gravi conseguenze emotive e personali.

Pur di non perdere l'amore piuttosto non si mette in gioco.

Tende a evitare delle situazioni perchè teme il fallimento e di non essere abbastanza.

Prende poco l'iniziativa delle cose e fatica a dire "no" all'altro, per il timore che l'altro possa arrabbiarsi con lui/lei.

Da grande potrà essere un adulto con grande capacità lavorative, legate ad una forte tendenza al perfezionismo avendo imparato ad essere eccessivamente esigente con sè stesso.

Può provare un forte senso di frustrazione e angoscia all'idea di un rimprovero o un voto appena sufficiente.

Esprimendo poco può essere un bambino che tende ad essere cagionevole di salute in quanto il corpo si fa portatore di un vissuto che non viene espresso e può essere per lui un modo di cercare attenzioni che non si permette di riconoscere (i classici sintomi sono quelli del mal di pancia).

Inoltre è un bambino (e sarà un adulto) che se la cava spesso da solo.


COME SI LAVORA CON I BAMBINI CHE TENDONO AD IPERADATTARSI?

Con i genitori.

Il bambino che si adatta tendenzialmente si adatterà anche al terapeuta. Inoltre, il terapeuta entra nella vita del bambino (quando va bene) un'ora alla settimana, mentre con i genitori condivide tutto il resto del tempo.

Si lavora insomma con i grandi, perchè è attraverso le consapevolezze degli adulti che si potrà donare a questi bambini la possibilità di essere.

Non è facile essere genitori, anzi, è un mestiere MOLTO complesso, ma è attraverso i vissuti che il bambino attiverà, che l'esperienza della genitorialità potrà diventare un'esperienza di crescita.


Dott.ssa Anna Antinoro



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