Cosa E' e cosa NON E' la psicoterapia.

Settembre è un pò il mese dei "nuovi" inizi. Capita infatti che alcune persone decidano di intraprendere un percorso psicologico proprio in questa fase dell'anno.


Alla luce di questo, voglio provare a fare un pò di chiarezza e condividere qualche informazione rispetto a cos'è un percorso terapeutico e cosa NON E'.

Al di là degli stereotipi classici come "la psicologia è solo per i matti", possono mancare informazioni concrete su cosa si fa in un percorso terapeutico, alimentando così idee e aspettative che sono rischiose per il processo relazionale e per l'andamento della terapia stessa.



COSA E' UN PERCORSO TERAPEUTICO

  1. Un lavoro per obiettivi: è un percorso in cui la persona (o la coppia), arriva in terapia con una richiesta rispetto ad una situazione di malessere che vive in un certo periodo della sua vita. Dopo aver raccolto le informazioni necessarie, il terapeuta struttura insieme alla persona un obiettivo iniziando ad usare strumenti e metodologie ad hoc.

  2. Un incontro tra professionisti. La persona che chiede la psicoterapia è il professionista della sua vita. Lui è l'unico che sa chi è, come reagisce a certe cose e che conosce la sua storia, per cui in questo, lui ha la competenza. Il terapeuta invece lavora in qualità di professionista sulle competenze, insomma, ha la cassetta degli attrezzi in mano e tirerà fuori quello utile a seconda del problema riportato.

  3. Un impegno personale ed economico. Impegno significa che chi inizia, deve essere consapevole che il percorso fatto privatamente comporterà un costo e una costanza, necessaria per lavorare in modo strutturato e funzionale. Qualora ci fosse una difficoltà economica esistono diversi servizi che offrono alle persone percorsi a prezzi calmierati (vedi ad esempio Psicoterapia Aperta) o gratuiti, come nei servizi pubblici. Puoi trovare quindi il percorso a te più adatto in base all'approccio di cui hai bisogno e alla tua disponibilità economica.

  4. Fatica. Ebbene si, so che questo punto magari non ti piacerà particolarmente ma è la verità. Fare psicoterapia è faticoso e ad un certo punto del percorso (a seconda dell'obiettivo stabilito) si potrebbero toccare dei punti di fragilità che ti porteranno a sentirti "peggio" di come hai iniziato. Pensa alla riabilitazione: non è un'esperienza piacevole, anzi, ma il dolore che provi in quelle circostanze è funzionale ad abilitarti ad un benessere fisico. La psicoterapia funziona allo stesso modo.

  5. Scambio. Il professionista e il paziente, si scambiano parole, sensazioni e informazioni per co-costruire la mappa del viaggio che stanno facendo insieme. Il terapeuta quindi esprime in modo attivo al paziente il proprio punto di vista correlato alle competenze studiate e alle sue conoscenze, senza imporre il proprio punto di vista ma condividendolo per dare un'altra prospettiva e spiegazione del problema riportato.

COSA NON E' LA PSICOTERAPIA

  1. Il consiglio magico. La psicoterapia non ti dice cosa devi fare e tu lo fai. Non sei un robot. Ti aiuterà a capire come funzioni, da dove arriva questo tuo modo di funzionare e, per tentativi ed errori (perchè non tutto funziona con tutti), si lavora per trasformare delle dinamiche. Non è il consiglio che ti può dare l'amico, anche perchè se così fosse, ti converrebbe andare dall'amico. Quindi alla domanda "ma quindi cosa devo fare?" sappi che, non avrai risposta. In terapia non si chiacchiera, si lavora duramente. Ti invito a rileggere il punto 2 precedente.

  2. Prevedere il futuro. Il terapeuta non ha la capacità di saper prevedere il futuro o di leggerti nella mente (anche se ammetto che a volte sarebbe utile). Non sa dirti come andranno le cose e come continueranno "se". Si parla di rischi, di ricerca, di ascolto di sé, di spiegazioni ma, del domani non v'è certezza.

  3. Una persona a disposizione h24. Il terapeuta diventa una figura di riferimento nei momenti di difficoltà, ci sta e fa parte del percorso, tuttavia, il terapeuta e il suo paziente fuori dal setting, non si sentono (se non in casi di estrema necessità). Farlo frequentemente, non sarebbe più funzionale la terapia. Puoi scrivere al tuo terapeuta in base agli accordi che prendi da lui/lei ma farlo con frequenza, renderebbe lo spazio della terapia meno protetto. L'ora di terapia va usata per tirare fuori ciò che è utile per lavorare insieme ai fini dell'obiettivo. Tutto ciò che va oltre, ripeto, al di là di un momento di reale emergenza, va limitato, altrimenti il lavoro diventerà dispersivo e inefficace.

  4. Standard. La psicoterapia NON è uguale per tutti e soprattutto, non tutti gli approcci funzionano con uno stesso problema. La psicoterapia ha delle linee guida MA è un percorso costruito AD HOC sulla persona, sulla situazione e sulle possibilità. Noi siamo dei sarti e voi portate il tessuto, poi vedremo cosa farci. Esistono infatti percorsi settimanali, bisettimanali, un'ora, un'ora e mezza, familiari, cognitivi, sulla poltrona, sul lettino, in piedi, ecc... insomma, la psicoterapia è molteplice. Per cui, quando cerchi un professionista è importante che possa fare al caso tuo, sia a livello di relazione (devi stare comod* nella relazione), sia a livello di competenze (non siamo tuttologi).

  5. Infinita. La psicoterapia non dura sempre anni e anni. Dipende da obiettivi, approcci, reattività, storia di vita, ecc. Non è possibile a priori definire quanto duri ma ci sono ottimi percorsi fatti in 3 sedute, soprattutto quando il problema è specifico e origina da un motivo "pratico", così come percorsi che durano anni per una situazione problematica più profonda. Se ti fai un taglio, in una settimana guarisce, se ti rompi il ginocchio, inevitabilmente ci vorrà di più. Ognuno ha i suoi tempi.

  6. Incontrare una persona silente, che annuisce, ti mette una mano sulla spalla e ti dice "andrà tutto bene". Probabilmente questa è un'immagine più stereotipata. Il terapeuta parla, si emoziona e riflette con te, altrimenti ti basterebbe un manichino.

Mi fermo qui perchè altrimenti più che un articolo diventa un libro.


Mi piacerebbe concludere con due concetti in particolar modo.

Il primo è che la terapia non ti farà cambiare, sei tu, sulla base di nuovi strumenti, che avrai la possibilità di fare scelte diverse per te.

Il secondo aspetto è che la psicoterapia non è per chi ha fretta o ha aspettative magiche.

Se hai poco tempo da dedicare, sei iper-impegnato, non è la tua priorità, vuoi fare in fretta, non "ci credi" (che poi non vuol dire nulla), o credi che il terapeuta ti salverà, la psicoterapia non è il percorso adatto a te.


Ad ognuno la propria scelta.


Dott.ssa Anna Antinoro

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