Riconoscere di avere torto è utile: i vantaggi dell’umiltà intellettuale
- Dott.ssa Antinoro Anna

- 3 giorni fa
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Oggi come oggi siamo costantemente alla ricerca di risposte certe e la possibilità di informarci su tante cose, ci dà l'opportunità di avere più competenze su diversi fronti.
Il problema non sta nella conoscenza, anzi, ma nella percezione di sentirsi più competenti di quello che poi realmente si è, un vero e proprio bias della mente che prende il nome di Effetto Dunning-Kruger.
Il fatto di poterci informare è una risorsa, tuttavia, essere informati non significa poter divulgare a prescindere qualsiasi competenza poichè, oltre ad un discorso di etica personale, leggere alcune cose non significa saperne argomentare (non esisterebbero lauree, master e percorsi di formazione specifici se così fosse).
Sviluppare l'umiltà intellettuale é importante per darsi la possibilità di rimanere sul dato di realtà e riconoscere gli errori e la fallibilità di quello che viene detto, nutrendo così la voglia di essere curiosi e saperne di più. Questo tipo di pensiero ha delle funzioni importanti e degli aspetti risorsa di cui ti parlo in questo articolo.

L'IMPORTANZA DI RICONOSCERE I PROPRI ERRORI
La mente, nel momento si fa un errore, fatica a gestirlo.
Quando si forma una convinzione che poi si rivela scorretta, si crea una dissonanza cognitiva definita come uno stato di disagio psicologico che si verifica quando le nostre credenze, opinioni o comportamenti sono in conflitto tra loro.
In questa situazione il cervello cerca di fare chiarezza e ordine, mettendo insieme più cose cercandone un senso logico. Per integrare l'informazione, il cervello (a cui non piace investire troppa energia) semplifica i dati, portando la conoscenza ad un livello base e superficiale poiché non tollera di rimanere in dissonanza per troppo tempo.
Cosí nascono delle convinzioni più tollerabili piuttosto che riconoscere la propria difficoltà o ignoranza di fronte a cose che non si sono comprese fino in fondo.
Tipico di questo comportamento, sono le persone che vivono un senso profondo di vergogna di fronte al non sapere e un senso di inadeguatezza sociale accompagnato dalla paura del giudizio.
Per chi ha un grande giudizio critico interno, riconoscere di avere torto può essere difficile e stressante, tuttavia, riconoscere che le nostre opinioni possono essere scorrette, da un punto di vista psicologico, può rivelarsi più utile di quello che sembra.
L'UMILITA' INTELLETTUALE
Mark Leary, professore di Psicologia e Neuroscienze presso la Duke University, definisce l'umiltà intellettuale, come la capacità di riconoscere che una convinzione personale può essere sbagliata. Si confonde questo tipo di approccio, con una scarsa autostima ma, sono cose profondamente diverse.
Riconoscere la propria ignoranza, in persone con una buona autostima, le rende maggiormente solide e consapevoli rispetto a qualcosa che possono dire o pensare e soprattutto, si radicano maggiormente nella realtà delle cose. Questo porta alla curiosità e allla voglia di scoprire e sapere di più.
Chi ha una buona consapevolezza del limite, è meno travolto dai propri pregiudizi (perchè non ha giudizi verso di sè e il non sapere) e di conseguenza, si sente più sicuro nel prendere (o non prendere) determinate decisioni o nel fare determinate affermazioni.
Una persona che ha poca stima di sè invece, prende il non sapere come un'occasione per darsi addosso e maltrattarsi, pensandosi come non adeguato e non adatto ad essere nel mondo, nutrendo quindi un profondo senso di vergogna e colpa.
VANTAGGI DELL'UMILTA' INTELLETTUALE
L'umiltà intellettuale è una virtù caratteriale che può trasformare determinati tipi di pensieri, comportamenti e relazioni in modo più funzionale in diversi ambiti di vita (Zmigrod).
Vediamo quali sono i vantaggi:
Maggior apertura e flessibilità - Le persone che hanno questo tipo di pensiero si rendono maggiormente disponibili all'ascolto e hanno maggior rispetto delle alternative, seppur differenti dalle loro idee. Sviluppano una maggiore apertura mentale e flessibilità e hanno un tipo di approccio alle cose più moderato con posizioni meno estreme;
Maggior curiosità - La curiosità è una caratteristica che le persone Intellettualmente umili anno, in quanto hanno maggior desiderio di capire, di conoscere e di approfondire determinati aspetti. Sono inoltre maggiormente aperti e tolleranti verso i pensieri delle altre persone e la loro curiosità si manifesta anche nella maggior apertura alle esperienze diverse. (Kmurei-Mancuso e Rouse, 2016);
Maggior accuratezza - Mettere in dubbio il proprio pensiero e posizione permette di accogliere con maggiore accuratezza e attenzione i punti di vista degli altri, aumentando la possibilità di avere e costruire idee più equilibrate e complete rispetto a chi fatica a mettere in discussione il proprio punto di vista;
Maggior gestione dei conflitti - I disaccordi con le altre persone sono maggiormente gestiti proprio perché si è consapevoli della fallibilità del pensiero e delle informazioni. Chi si pone il dubbio mette in discussione il proprio pensiero oltre a quello dell'altro analizzandolo in modo costruttivo, costruendo così anche dei momenti di scambio e di co-costruzione di realtà;
Maggior empatia - Per il motivo citato nel punto precedente, questo tipo di approccio alla relazione aiuta a sviluppare una maggiore empatia verso le altre persone, perché maggiormente in connessione relazionale (Jongman-Sereno et al., 2025);
Migliore gestione emotiva - La frustrazione del non sapere, viene gestita in quanto meno elevata rispetto a persone che non ne hanno consapevolezza. Nel disaccordo, il fatto di essere dubbiosi di quello che viene detto, aiuta a cambiare approccio durante Il conflitto, evitando escalation come urla o fuga dalla relazione e dallo scambio. Ci si approccia ricercando il dialogo e prospettive alternative che diminuiscono l'ostruzionismo rispetto allo scambio relazionale (Koetke et al., 2024).
CONCLUSIONE
La mente umana è maggiormente propensa a sopravvalutare l'accuratezza delle proprie convinzioni e opinioni. Mi sembra importante sottolineare la differenza tra l'umiltà intellettuale adulta in cui si ha piena consapevolezza del proprio limite rispetto a quella invece legata a una forma di umiltà vittimistica, in cui ci si sente costantemente in difetto rispetto all'altro alimentando così un aspetto manipolatorio relazionale.
Nell'umiltà intellettuale adulta un pensiero tipico è " Non lo sapevo, mi informerò in modo da poterne parlare insieme" mentre in quella vittimistica è "Io ho torto e tu ragione".
Ci si può allenare ad essere umilmente intellettuali ponendosi in modo autentico nella questione interna del "Potrei sbagliarmi".
“Dubita sempre di te stesso, fino a che i dati non lasciano spazio a dubbi” Pasteur
Dott.ssa Anna Antinoro




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