"Ci amiamo e questo basta"... ma è davvero così?
- Dott.ssa Antinoro Anna

- 29 ott 2021
- Tempo di lettura: 4 min
"E vissero per sempre felici e contenti" Quante volte da bambino hai sorriso leggendo la fine di ogni favola? Io tante volte, lo ammetto. Siamo cresciuti anche un po' così, a pane e favole e con l'idea che l'amore e le relazioni potessero essere eterne e potessero andare oltre ogni difficoltà forse da sole, forse per il destino o per il fato. Sai, quell'amore e l'amicizia incondizionate, quelle che bastano da sole e non serve altro, basta volersi bene.
Poi diventi grande e ti chiedi... ma è davvero così?

LA BASE DELLE RELAZIONI
La socialità si fonda sull'obiettivo di unirsi e aggregarsi per fare gruppo e creare una cooperazione funzionale alla sopravvivenza. I principi della psicologia sociale spiegano sin dal principio come le persone si incontrano e i ruoli che decidono e scelgono di avere all'interno di un gruppo.
Eric Berne, padre dell'analisi transazionale, afferma che ogni persona ha tre tipi di fame: la fame di struttura, di stimoli e di riconoscimento.
Non le approfondisco ora singolarmente ma, la fame di riconoscimento, è quella che mette le basi per la costruzione di una relazione.
La fame di riconoscimento si definisce come il bisogno di essere visti nell'esistenza di qualcuno altro. Insomma, il riconoscimento è un aspetto fondamentale per sentirsi parte del mondo. Tutta la vita è fondata nel prendere e nel dare riconoscimenti, con l'obiettivo di costruirsi un'idea sul sé, sugli altri e sul mondo.
Le relazioni che scegli (più o meno consapevolmente) di avere accanto, soddisfano quindi in qualche modo il bisogno di essere visto e riconosciuto, in quale modo, è soggettivo.
SU QUALI ALTRI BISOGNI SI FONDANO LE RELAZIONI?
Richard G. Erskine, un altro autore dell'analisi transazionale, parla nello specifico di 8 bisogni relazionali.
Non si tratta di bisogni di base finalizzati alla sopravvivenza ma ne stimolano la qualità e sviluppano il senso di sé nella relazione.
I bisogni relazioni sono la base quindi del desiderio di relazione. In poche parole, la soddisfazione di questi, stimola la voglia di stare nella relazione.
Vediamo nello specifico quali sono:
Bisogno di sicurezza: sapere che tu ci sei per me e che mi proteggerai, mi rispetterai e mi accetterai per come sono senza umiliarmi, mi porterà a sentirmi al sicuro. Potrò essere me nella relazione con te senza sentirmi giudicato per questo e sarò OK per te e con te.
Bisogno di convalida e affermazione: posso essere legittimato nell'essere come sono. Apprezza la mia fantasia e il mio modo di fare le cose e le mie idee.
Bisogno di essere accettati da una figura stabile e forte: si fonda sulla relazione di attaccamento ed è la possibilità di avere una figura che mi guidi, mi accompagni e mi incoraggi nella crescita e nello sviluppo. Questa è una delle basi dell'attaccamento sin dall'infanzia.
Bisogno di reciprocità e conferma: è il desiderio di avere qualcuno che è simile, qualcuno che come te sappia cosa vuol dire vivere determinate esperienze, ed è un desiderio di condivisione. È il classico pensiero del "ho bisogno che tu mi capisca".
Bisogno di autodefinizione: vuol dire avere qualcuno che accetti i miei gusti e le mie preferenze, senza che questo diventi un motivo di sottomissione, dominanza o di scontro.
Bisogno di avere un impatto sull’altro: è la necessità di avere un’influenza sull’altro sul suo modo di pensare, comportarsi, sugli interessi, suscitando in lui/lei una reazione. È da qui che si sviluppa il senso di competenza, da quanto l'altro risponde al feedback e agli stimoli condivisi.
Bisogno che l’altro prenda iniziativa: da qui si sviluppa il contatto interpersonale e il "noi". "Oggi ti porto al mare" significa "oggi mi prendo cura io di te". Una relazione di scambio su questo aspetto rende le relazioni maggiormente significative e appaganti.
Bisogno di esprimere amore: è quella esperienza in cui posso condividere la mia gioia, la mia gratitudine e il mio apprezzamento . Vedere te felice, mi rende felice e capace di dare amore.
È attraverso la soddisfazione di questi bisogni che imparerai a sentirai amato ed è su questi che baserai le tue relazioni (di qualunque tipo esse siano).
Il problema nasce quando i bisogni vengono soddisfatti in modo negativo, cioè esprimendo disappunto, critica, svalutazione e giudizio e confermano quindi cose negative di sé.
ATTENZIONE: Seppur negativo, é pur sempre riconoscimento.
Per lo stesso principio, i bambini quando non si sentono visti cominciano a combinare pasticci per cercare l'attenzione del genitore che in quel caso è critica ma, per lui è meglio dell'indifferenza.
RICAPITOLANDO
Insomma, le relazioni si instaurano sulla base dei propri bisogni.
Da ogni individuo che incontri nella vita hai la possibilità di "dare" o "ricevere" qualcosa. Un'informazione, una coccola, un lavoro, una famiglia, un supporto ecc... insomma, ogni persona con cui scegli di rimanere in contatto in qualche modo, qualche bisogno lo soddisfa.
Quali sono i bisogni che cerchiamo di più nell'altro? Quelli che tendenzialmente sentiamo essere stati meno soddisfatti nell'infanzia.
Le amicizie e gli amori cambiano perché noi, cambiamo. Questo è il motivo per cui definire la "persona giusta" è pressoché impossibile. È molto più probabile che esista la persona giusta per il momento giusto.
Quindi Anna mi stai dicendo che non esiste la relazione duratura ?
Ovviamente no, quello che ti voglio dire è che le relazioni rimangono emotivamente durature quando entrambi i partner o membri, in caso di amicizia, sono disponibili a conoscersi, venirsi incontro e trasformarsi insieme, imparando reciprocamente a soddisfare e riconoscere i propri bisogni.
E quando questo non accade più? Tendenzialmente ci si separa, per lo meno emotivamente ma poi anche fisicamente (per chi se ne dà il permesso).
Lo so, è una visione poco romantica, anzi, forse per niente, ma ogni relazione si fonda su uno scambio.
Pensa ora alle relazioni che hai nella tua vita, di qualsiasi tipo esse siano e prova a pensare quale di questi bisogni soddisfano (anche in negativo). Pensa poi a quelle passate, quelle concluse. Perché si sono concluse? Quali bisogni NON soddisfavano più?
Dott.ssa Anna Antinoro




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