L come...
Lentezza

Filastrocca della lentezza

Io vado lento, io vado piano

Chi corre sempre non va lontano

Il mondo è pieno di cose lente

Chi corre sempre poi non le sente

Guarda che bello questo universo

Se corri sempre te lo sei perso

Senti che bella questa carezza

Non ci sarebbe senza lentezza

Rallenta un poco, rallenta ancora

Cosa succede se perdi un’ora?

 

Sabrina Giarratana

LA VELOCITA' COME IMPRINTING SOCIALE

Andare ad un ritmo veloce è un’abitudine sociale e mentale ben radicata, frutto di una società che spinge ad essere sempre più attivi ed efficaci.

Quando si pensa a qualcosa di lento si pensa a qualcosa di noioso e non efficiente, associando magari una sfumatura di depressione. 

Insomma, il ritmo richiesto non sempre permette di rallentare e riposare ma, a quale prezzo? Che i bisogni personali vadano così in secondo piano e non ci sia tempo per occuparsene.
 

Chi si ferma è perduto! dicono... ma se sapessi di perderti nella velocità, faresti la stessa scelta?

ANDARE VELOCI PER RIEMPIRE

La velocità riempie e può avere lo scopo (a volte implicito) di sorvolare sulle sensazioni profonde ed emotive. Mangiamo veloce, il tempo per il pranzo è poco, i fast food prendono sempre più piede e questo rende difficile il mangiare sano.

La velocità diventa una sorta di comfort a cui ci si abitua e ci si adatta pur di non fermarsi a stare e sentire.

Se mangio o faccio le cose più veloce avrò poi più tempo per fare altro, così, ci si abbuffa di vita, di attività, di stimoli e poi... anche di calorie.

A COSA SERVE RALLENTARE? 

1. Nel campo dell'alimentazione a stimolare il senso di sazietà: il corpo ci mette 20 minuti a metabolizzare il senso di sazietà da quando inizi a mangiare ma, al di là della sensazione fisica, rallentare permette di godere della sazietà della vita e di darti il tempo di masticare su quello che stai facendo o hai fatto nella tua giornata.

2. A sentire le emozioni: rallentando potrai ascoltare la qualità delle tue sensazioni e dei tuoi vissuti, riconoscendo ciò che è utile o meno utile per te.

3. A prenderti uno spazio - dagli stimoli della vita, dalle cose da fare e dalle richieste del mondo esterno. 

E rallentando che si hanno maggiori possibilità di entrare in pieno contatto di sè.

Alla prossima lettera!

Dott.ssa Anna Antinoro

Psicologa e Psicoterapeuta

www.flexymed.it