I bambini ascoltano ciò che non si dice.

In questo periodo il tema dei bambini e del loro vissuto è uno tra i più discussi. Adulti in forte difficoltà nella gestione della quotidianità, della DAD e del lavoro dentro e fuori casa. Insomma, un periodo fortemente stressante.


Una delle fatiche più alte che stanno sentendo i genitori oggi è quello di doversi mostrare "sul pezzo" e sempre solidi di fronte ai bambini, quando in realtà nel loro vissuto, vivono profonde difficoltà.

Tutto questo provoca quindi un conflitto vero e proprio che nel tempo diventa sfiancante e, quando mi capita di fare la fatidica domanda: "Hai spiegato a tuo figlio quello che provi?", spesso la risposta che sento è "no, non ce n'è bisogno, perchè tanto sono/è troppo piccoli/o, non possono/può capire e poi, non posso mostrarmi fragile di fronte a loro".


E' importante per i bambini avere genitori il più possibile stabili MA, una cosa che si tende a sottovalutare è il fatto che i bambini sentono e che, essere un genitore stabile, non significa doversi mostrare sempre felici.




Cosa vuol dire?

Nella pratica significa che se non stai bene, sei particolarmente stanco o preoccupato, puoi anche far finta di nulla e giocare come se nulla fosse ma, tuo figlio, sentirà la tua stanchezza e non il tuo "coprire".


Perchè succede?

Perchè l'infanzia è il periodo in cui è attiva la modalità "sopravvivenza" e dipendendo totalmente da te adulto, è necessario evolutivamente che loro abbiano un intuito sviluppato, altrimenti sarà difficile per loro prevedere e comprendere quale strategia attuare per andare avanti e garantirsi la sopravvivenza.


Pensa un momento alla tua infanzia e alle emozioni che provavi nel contesto in cui sei cresciuto/a e chiediti quante cose hai capito della tua famiglia anche senza che te lo dicessero espressamente.


Da adulti, se ci si dà il tempo per riflettere, diventa chiaro come nell'infanzia ci si sia dovuti arrangiare in qualche modo e come, quelle stesse modalità influenzino ancora la vita attuale (spesso è su questo che verte un percorso terapeutico).


Vi dico questo perchè, soprattutto in un periodo come quello che stiamo vivendo a causa del Covid, pensare che i bambini non comprendano e non sentano cosa sta succedendo intorno a loro, è una svalutazione molto rischiosa per quelle che possono essere un domani le conseguenze.

Per carità, no panico! :)

L'obiettivo per me oggi è che tu di questo possa prendere atto per sapere che è anche dal modo in cui ti relazioni tu OGGI con tuo figlio che puoi cambiare qualcosa del suo DOMANI.

Come puoi fare tutto questo?

Innanzitutto è fondamentale che sia onesta/o, in primis con te stessa/o e poi, con i figli.

Hai paura? lo capisco, è meno semplice di quel che si crede MA la sincerità premia su tanti fronti.

Essere onesti non è sinonimo di essere spontanei (cioè, è meglio non dire TUTTO quello che passa per la testa ma soprattutto, possiamo risparmiare i dettagli). L'obiettivo è costruire una comunicazione efficace e "sana" con il tuo bambino, senza che ne tu, ne lui, dobbiate nascondervi come per vergogna di qualcosa che è meglio non dire.

Se hai paura di farlo e non sai come, puoi parlarne insieme a qualcuno che possa aiutarti ad avere gli strumenti adatti.

Una relazione solida e funzionale si basa sulla fiducia, non sulla menzogna, anche perché lo sai, quando sarà adolescente e lui non ti dirà delle cose, ti arrabbierai tremendamente.


Riassumendo:

  1. Se tuo figlio chiede, rispondi. Non girarci intorno, non inventarti la prima scusa che ti viene in mente. Non sei obbligato a dire tutto e a dirlo subito, piuttosto digli che non hai voglia di parlare o che non ti senti di rispondere (qui ometti, non menti). Se ti sforzi di rispondere qualcosa di improvvisato o che non è vero, tuo figlio ti scoprirà subito e ti giocherai una fetta di alleanza.

  2. Parole semplici, sempre. Noi adulti abbiamo l'abitudine di parlare con termini difficili e ci mettiamo spesso nell'ottica di dover dare delle risposte ad effetto "WOW" o molto seriose. Bhe, anche meno.. la semplicità ripaga. Più sarà complesso il discorso, più sarai tu stesso a perdertici dentro. Poche parole, semplici e, chiare.

  3. Hai una giornata no?, spiegaglielo. Siamo umani, non possiamo essere sempre al top (in questo periodo soprattutto). Se sei di male umore perchè sei preoccupato o non stai bene e tuo figlio si avvicina per giocare o parlarti, non prendertela con lui o non metterti sotto sforzo. Digli che hai avuto una giornata stressante e che in quel momento non ti senti di parlare MA rassicuralo sul fatto che lui non c'entra nulla e una volta passato tutto, se ti va, torna da lui. La cosa fondamentale di cui ha bisogno tuo figlio in quel momento è sapere che non è lui il motivo del malumore (perchè spesso è questo che i bambini percepiscono, di essere loro la causa di tutto e vi assicuro che questo "senso di colpa" diventerà una zavorra).

Insomma, spero anche oggi di averti dato qualche stimolo su cui riflettere.

Non bisogna essere perfetti, davvero non è necessario, è sufficiente essere umani e darsene il permesso.

PS anche oggi vi allego un video che a me personalmente, emoziona moltissimo. In questo esempio si nota quanto i bambini siano attenti a quello che i genitori attorno a loro fanno e quanto abbiano il bisogno profondo di relazione (in qualunque forma possiate dargliene, purchè sia autentica)


Dott.ssa Anna Antinoro



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